• 1.jpg
  • 2.jpg
  • 3.jpg
  • 4.jpg

Ieri il Question time con la notizia del licenziamento di Scura non c’è stato. Brutta cosa.

Ciononostante le altre associazioni hanno deciso di riprendere la regolare attività e riaccettare le ricette SSN esenti.

Nelle motivazioni della decisione è detto “…lo stesso Commissario dovrà documentare che questa (sua) operazione ha tutelato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e il soddisfacimento dell’utenza (quando sono sotto gli occhi di tutti i disagi dei cittadini, le lunghe liste di attesa)”.

A nostro parere proprio questa affermazione, assolutamente sacrosanta, viene messa a rischio dalla decisione di riaprire al SSN.

Riprendere le ricette significa riportare alla normalità l’assistenza ai cittadini, cosa che il Commissario potrebbe far presente al Tar come prova di aver fatto bene, come prova della falsità della nostra difesa.

In altri termini, riprendendo l’attività SSN ci diamo la zappa sui piedi.

E’ tristemente noto che alcuni laboratori accettano regolarmente e da tempo le impegnative (alcuni vi assicuro le tengono nel cassetto), approfittando del blocco degli altri, sperando in un buon esito della vertenza e di fregare i colleghi. Chiaro che oggi i vicini si allarmano e pensano di riprenderle anche loro.

E’ ancora tristemente noto che la categoria si è spaccata e che tutte le altre branche, recuperato un buon budget, se ne infischiano della solidarietà verso i laboratori e, anzi, pregano perché il 25 settembre ci arrivi una sonora sconfitta.

E’ in atto una cannibalizzazione dei laboratori.

Prima le cliniche con APA e PAC, poi la vera cannibalizzazione con il verbale dell’incontro Dipartimento/Scura in cui pare che lo stesso Dipartimento abbia segnalato al Commissario le presunte liste d’attesa su TAC, Risonanze e Genetica. Tutte notizie false, probabilmente indotte da nostri colleghi.

A Cosenza sulla TAC non c’è mai stata lista d’attesa eccessiva ( atenzione: eccesiva significa superiore ai 60 giorni).

Da qualche tempo ciò vale anche per Risonanza e genetica.

La risonanza a marzo richiedeva 10 gg di attesa.

Le liste su genetica non ci sono mai state poiché non sono gestite dal CUP se non per alcune ASP, che non tengono però in conto dell’attività rese dalle aziende ospedaliere e dai privati accreditati.

Ma il nemico oggi sono i laboratori di base, ragion per cui Scura ha immediatamente cavalcato la proposta del Dipartimento di togliere dai guai alcune branche. Ciò gli ha consentito di accanirsi ancora di più contro i laboratori.

Negli ultimi giorni, però, almeno a Cosenza ma pare anche altrove, ci sono continue processioni di erogatori privati con vari angeli custodi che si recano a questuare all’Asp e ottengono immediata risoluzione del loro problema di budget, con continui prelievi dalle scarse risorse dei laboratori, che quindi, giorno dopo giorno, vedono ridursi il proprio ipotetico budget.

Oltre alle illegittimità dei decreti Scura, ci sarebbe anche da contestare quello delle Asp che, comunque, non hanno rispettato le indicazioni del DCA 72 sulla elaborazione dei budget ai singoli, peggiorando quelli dei laboratori molto oltre i dettami del decreto.

Vincere a settembre, molto probabilmente, non comporterà l’immediato ripristino di un budget, ad esempio, come quello del 2016. Le risorse saranno già allocate ed irrecuperabili. Quella auspicata vittoria servirà solo ad affrontare diversamente l’incognita 2019. Per l’esercizio 2018 dovremo ricorrere ai tribunali anche per recuperare le risorse tolte. Ci vorranno 6-7 anni almeno.

Non è neppure pensabile che oggi le ASP abbiano per i laboratori una proposta che copra il fatturato fino ad oggi, figuriamoci se sarà di più….

Produrre per il SSN è solo una perdita che, nella migliore delle ipotesi, si trasformerà in una cifra che prenderemo nei prossimi anni per farci una vacanza.

Oggi dovremmo continuare con il blocco delle impegnative SSN, proporre agli esenti un ticket scontato nella speranza che restino e paghino qualcosa invece di tornare nell’inferno degli ospedali.

Resistere fino a settembre e, se il TAR sarà obiettivo, riprendere le normali attività dai primi di ottobre.

Nel frattempo, se dovessero riconvocarci per la firma dei contratti con il nuovo schema predisposto per le reti, valutare la sottoscrizione con la riserva che i legali ci hanno preparato, al fine di farci pagare il saldo 2017 ed un “acconto“ sul 2018 che ci consentirebbe di arrivare alla sentenza.

Ad eccezione dei commenti personali, la linea di comportamento descritta e cioè:

  1. Continuare a non accettare le impegnative e cercare di lavorare il più possibile privatamente
  2. Se convocati, firmare i contratti con riserva per avere qualche pagamento.
  3. Seguire la politica ed il ministro per continuare a spingere sul licenziamento di Scura

Ricalca pienamente i suggerimenti dei nostri legali (Santoro-Rubino) coi quali mi sono confrontato.

Tale linea di comportamento potrà attuarsi solo se condivisa dalla maggiorparte dei laboratori. Pare che a Catanzaro abbiano già approvato tale scelta.

Saluti

ASA CALABRIA

ASA CALABRIA: E’ SCURA AD ESSERE DISINFORMATO, NON SOLO SUGLI AMBULATORI.

Siamo lieti che il commissario alla Sanità Scura ci faccia i conti in tasca, così, forse, comincerà a capire quanto gli stiamo dicendo da anni. Del resto, mai perdere la (nostra) speranza, non è così? Ordunque, andiamo al (nuovo) problema del “nostro”. L’ingegnere Scura stavolta ci accusa di eludere le normative sulle prestazioni. Atteso che siamo sempre molto lieti di imparare qualcosa di nuovo, anche stavolta, purtroppo, come già in passato, il commissario si appalesa impreparato.

Anni fa una norma nazionale introdusse il superticket, vale a dire una quota fissa a carico del cittadino non esente, in pochi casi anche per l’esente, per ciascuna richiesta/impegnativa del Servizio sanitario nazionale di esami ambulatoriali, che si aggiunge alla franchigia. Cioè il cittadino non esente paga le tariffe delle prestazioni riportate in ricetta fino ad un massimo di 45 euro (questa è la franchigia, il resto è a carico del SSN), cui si aggiunge una quota fissa, variabile a seconda della regione, che in Calabria ammonta a 11 euro. Ciò riguarda i non esenti, cioè circa 1 calabrese su 3, cosa che pare sia dovuta al fatto che la Calabria è la regione più povera d’Italia.

Primo punto: è il caso che qualcuno dica a Scura che la Calabria non è ricca come la Toscana da dove proviene? Parrebbe proprio di si.

Sin dall’entrata in vigore della legge, l’allora presidente nazionale di FederAnisap pubblicò un articolo sul Sole 24ore Sanità, ripreso dai media tv nazionali, con cui criticava proprio l’applicabilità della norma nella quale è evidente che il cittadino pagante avrebbe trovato conveniente rivolgersi ad un privato accreditato e non esibire la ricetta Ssn, ma chiedere le stesse prestazioni in essa riportate in regime privato, alla stessa tariffa o giù di lì, così risparmiando la quota fissa.

Nessuna ricetta del Servizio sanitario nazionale viene quindi cestinata, essa viene solo trattenuta dall’assistito che dovrebbe restituirla al medico prescrittore.

Secondo punto : Nessuna elusione quindi da parte dei laboratori, è la norma che nasce così. Ed a dirlo per primo pubblicamente è stato il più importante rappresentante di categoria dei laboratori privati accreditati.

Con Decreto Commissario ad Acta 142/2017, alla pagina 7 dell’allegato 1, è stabilito lo schema di rilevazione dati relativi alle prestazioni rese dagli erogatori al di fuori del Ssn, pagate, quindi, di tasca propria dal cittadino. Ancora non è vigente in quanto la Regione Calabria non ha definito tutto quanto previsto nel citato decreto, che è firmato dal commissario Scura.

Terzo punto: la Regione Calabria non sa quante prestazioni i cittadini pagano di tasca propria perché solo ora il commissario Scura ha stabilito che bisogna rilevarle, così come accade in altre regioni. L’iniziativa però non parte dal commissario, ma dagli ambulatori privati, le cui associazioni hanno fortemente voluto tale rilevazione al fine di dimostrare quanto importante fosse il loro apporto all’assistenza della popolazione.

Nel 2017, il commissario Scura pubblica il decreto con cui stabilisce tetti di spesa e contratti per gli ambulatori privati il giorno 30 ottobre. I tetti di spesa riportati coprono la produzione di prestazioni neanche fino a tutto settembre. I direttori generali si trovano nell’impossibilità di proporre i contratti agli erogatori perché, come dice il TAR Calabria con sentenza 1076 del 16/5/2018, al punto 2.5 : “nel provvedimento impugnato è espressamente stabilito che “i limiti di spesa per l'anno 2017 per l'acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale da privato accreditato … devono comunque riassorbire la produzione erogata nei mesi precedenti alla determinazione dei limiti medesimi”, ciò che vale ad introdurre una clausola di salvaguardia a tutela della riscossione dei crediti derivanti da prestazioni già erogate in epoca antecedente rispetto alla fissazione dei tetti di spesa…”.

Ciò che precisa il giudice amministrativo, quindi, non era rispettato, da qui l’inerzia dei manager aziendali, poi obbligati da Scura a formulare comunque delle convocazioni ai privati, slittate al 2018, a seguito delle ripetute intimazioni.

Quarto punto: i contratti 2017 non sono stati firmati perché inapplicabili, benché il Tar abbia riconosciuto al Commissario i suoi poteri. Fermo restando che tale esercizio avvenga nel rispetto delle regole stabilite dalla legge, non dal commissario.

È per tali motivi che gli ambulatori privati accreditati hanno sempre operato legittimamente ed altrettanto legittimamente pretendono il pagamento fino al primo trimestre del corrente 2018.

Da ultimo la sospensiva sui decreti di Scura, che stabiliscono i tetti 2018 per gli ambulatori (DCA 72/2018) e cliniche (DCA 87/2018). Si tratta di una procedura di urgenza con cui il giudice ha sospeso l’efficacia della nota di Scura n. 183821/18, con cui il commissario ha intimato ai direttori generali delle ASP calabresi di convocare gli erogatori privati per la firma dei contratti secondo quanto previsto nei due citati decreti.

Quinto ed ultimo punto: il TAR ritiene che quanto predisposto da Scura per i contratti 2018 vada verificato legalmente (forse già nella camera di Consiglio fissata il prossimo 26 giugno), atteso che con la sospensiva conferma la fondatezza delle riserve e delle contestazioni proposte dai privati, paralizzando ogni contrattazione.

A questo punto appare evidente che sia il commissario Scura ad aver bisogno di schiarirsi le idee, cosa per la quale noi associazioni di categoria dei privati continuiamo a dare piena disponibilità, a fronte del suo arroccamento e della sua insistenza a non convocarci, atteggiamento che, temiamo, terminerà solo col suo prossimo licenziamento da parte del nuovo Governo nazionale. Insistiamo allora ad invocare l’intervento del Presidente e dell’intera Giunta regionale non perché interferiscano nella programmazione sanitaria, compito esclusivo del commissario, ma perché subentrino nello sblocco dei pagamenti agli erogatori fermi già da quasi un anno, grazie alle pronunzie del Tar ed ai pareri già espressi dall’Avvocatura regionale.

Già oggi gli ambulatori privati sono impossibilitati ad erogare prestazioni se non a pagamento ed a breve dovranno inesorabilmente procedere alla chiusura dell’attività, coi conseguenti danni irreversibili all’economia regionale, alla occupazione ed alla assistenza sanitaria per i calabresi.

Francesco Bilotta

Presidente ASA Calabria

Pubblichiamo un manifestino informativo sulla protesta che partirà domani.

Può essere adoperato così com'é o modificato secondo le proprie preferenze.

A seguito di confronto con diverse strutture abbiamo convenuto la possibilità di accettare solo le ricette relative a monitoraggi TAO od oncologici, relative quindi ad utenti con patologie che si recano frequentemente presso lo stesso laboratorio ed ai quali, anche eticamente, va garantito un programma di lungo periodo.

saluti

Manifesto Protesta

Lo avevamo proposto il 19 aprile scorso, quando alcune ASP ci avevavano convocato per la firma dei contratti 2018: non erogare più prestazioni per conto SSN. Non lo abbiamo fatto: è stato un grande errore.

Ora abbiamo una sospensiva dei tetti 2018, esattamente come a febbraio ottenemmo la sospensiva dei tetti 2017 (poi ribaltata...). Speriamo vada meglio stavolta.

ieri alcuni rappresentanti hanno incontrato per l'ennesima volta il Governatore Oliverio, che interverrà (anche lui per l'ennesima) sui prefetti allarmandoli per il blocco delle prestazioni e dei pagamenti. Chissà che non lo ascoltino. Di noi, il prefetto di Catanzaro si è dimenticata.

Pare che il Presidente non possa far nulla sui suoi dipendenti direttori generali delle ASP che non pagano per paura delle minacce di Scura, nonostante gli sia stato fornito un parere della avvocatura regionale in nostro favore.

E' stata proclamata la protesta da lunedì 4 giugno : non lavorare più per il SSN, rifiutare le impegnative, erogare le prestazioni solo in regime privatistico a pagamento. Il Commissario ha allertato le aziende sanitarie e ospedaliere a che si organizzino per far fronte alle maggiori richieste di prestazioni che arriveranno al pubblico da lunedì.

La scommessa è metterli in crisi. Scura è convinto che non ci riusciremo.

Non aderire alla protesta, sicuramente tardiva, probabilmente affrettata, significa dare man forte a Scura che non riconosce importanza al nostro lavoro. 

Dobbiamo quindi aderire tutti. Se ciò avverrà, certamente metteremo in crisi il servizio pubblico e potremo riprendere un dialogo verso un'uscita dalla crisi. Da lunedì dobbiamo quantomeno ridurre la nostra offerta SSN, anche in considerazione del fatto che, pur non arrivati nemmeno a metà anno, la maggiorparte di noi ha già finito (quasi) il budget proposto.

Saluti