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Oggi c’è la convocazione all’ASP di Cosenza per la firma dei contratti 2018.

Non sappiamo i particolari ma pare che gli abbattimenti, rispetto al budget 2016, varino dal 0% al 33% circa. Una catastrofe.

Oggi non firmeremo e invitiamo tutti a non firmare. L’ASP, come è noto, dovrà formularci una diffida a firmare entro 15 giorni.

Forse arriverà comunque un rinvio perché il Dipartimento ha pronto il decreto che individua i soggetti aggregati in rete che andranno contrattualizzati al posto dei singoli.

Chiaro che, al di là di darci tempo in più, non risolve alcunché.

Siamo sempre in attesa della sentenza del TAR sul DCA 128 dei budget 2017 che potrebbe avere effetti anche sul 2018, sempre che siano positivi per noi….

Dovesse andar male, il nostro settore, specie quello dei laboratori, subirà un colpo durissimo, che probabilmente produrrà danni irreversibili.

Si perderanno posti di lavoro, qualcuno potrebbe già fallire, saranno guai per tutti.

Amareggia l’assoluto silenzio della politica, fatta eccezione per quelle attestazioni di solidarietà raccolte finora ma senza significato, ahinoi.

Silenzio anche dalla Prefetto di Catanzaro, nonostante le buone intenzioni.

Non frega niente a nessuno di noi. Né dei proprietari, né dei dipendenti dei laboratori.

A questo punto non restano che due alternative:

aspettare passivamente gli eventi, magari firmando con la solita riserva e sottoscrivendo il solito ricorso al TAR,

interrompere subito l’attività SSN e lavorare solo privatamente, a costo di non far nulla

MA ALMENO SCARICHEREMO TUTTI GLI ESENTI SULLE STRUTTURE PUBBLICHE E VEDREMO SE POSSONO FARE A MENO DI NOI.

So bene ce questa cosa spaventa tutti, che per alcuni è inutile o chissà cos’altro.

Ma non abbiamo scelta…. Non c’è altro da fare se non attendere che il cielo ci aiuti.

COMUNICATO STAMPA

I tagli alla sanità privata. Bilotta (Asa) e Macino (Anisap) : “Scura mente, e ve lo dimostriamo coi fatti e coi numeri. Sperando di farlo capire anche al commissario. Una volta per tutte”

“Il commissario Scura sulla giustificazione ai tagli ai laboratori privati accreditati mente. E lo spiegheremo in termini semplici e chiari, quasi elementari, auspicando che il commissario alla Sanità della nostra Regione possa finalmente comprendere. A tal uopo impiegheremo locuzioni brevi con soggetto, predicato e complemento. Dunque: esiste un Piano sanitario regionale triennale (2016/2018) in cui è stata fissata una spesa per le prestazioni sanitarie presso strutture private accreditate. Questi importi sono stati stabiliti dall’ingegnere Scura e approvati dal tavolo “Adduce” (ex “Massicci”), cioè i ministeri di Finanze e Sanità. Si tratta di 194 milioni di euro all’anno per le case di cura private accreditate; 63 milioni sono stati attribuiti ai laboratori privati accreditati. Il totale fa 257 milioni di euro. Il commissario Scura nel 2016 rispetta questo piano. L’anno dopo, con un suo decreto, sposta 11 milioni di euro dai laboratori verso le case di cura. Noi ci appelliamo al Tar, che si pronuncerà il 12 aprile prossimo. Intanto Scura, nonostante la vertenza in corso, con due decreti emanati proprio in questi giorni, rincara la dose e porta a circa 20 milioni lo spostamento delle risorse sempre dai laboratori verso le case di cura. Scura giustifica questi spostamenti adducendo la necessità di finanziare prestazioni di maggiore complessità a dispetto di quelle a minore complessità, come le analisi di laboratorio, per ridurre l’emigrazione sanitaria. Scura mente! Mente sull’emigrazione sanitaria che continua a crescere. Scura mente anche sulla necessità di finanziare prestazioni più complesse, e vi spieghiamo perché. Alle case di cura la Regione dà soldi per i ricoveri (quindi prestazioni sanitarie considerate complesse), e in questa cifra all’inizio era compreso tutto, cioè dall’intervento più complicato e fino all’unghia incarnita. Scura che fa, decide che l’unghia incarnita diventa un capitolo di spesa a parte per le case di cura, e per finanziarlo sottrae soldi ai laboratori privati. Il punto qual è? Così facendo Scura finanzia quelle prestazioni sanitarie minori nella case di cura così come sono quelle a cui sottrae risorse per i laboratori privati. E questo è un fatto incontrovertibile. Scura mente anche sulle accuse che ci muove circa il non avere attuato la rete in cui, dice il commissario, la sanità pubblica è stata più brava. Ciò che omette di dire Scura è che mentre accorpando varie strutture e facendo rete nel pubblico i dipendenti in esubero vengono assorbiti dal servizio sanitario pubblico, se noi facessimo rete (e garantiamo al commissario che saremmo in grado, nonostante il suo dileggio nei nostri confronti) dovremmo licenziare il personale in esubero, cioè oltre 400 persone perderebbero il posto di lavoro. A meno che il commissario Scura prenda pubblicamente l’impegno di assumere tutti nelle strutture pubbliche. Scura, poi, con evidente atteggiamento masochistico, allude a presunti “sabotaggi” a Tac e Risonanze delle pubbliche per favorire i privati. Deve, il commissario, provare proprio un grande piacere nel farsi del male denunciando queste cose, perché la domanda che sorge spontanea è: “ma non è lui il commissario ad acta alla sanità calabrese del Governo regionale? Non dovrebbe essere suo compito indagare e, soprattutto, intervenire su certe cose? Che senso ha fare allusioni anziché presentare denunce circostanziate alla magistratura?” Infine, oltre a mentire Scura sbaglia nell’amministrare la sanità calabrese. Non lo diciamo noi, lo ha già stabilito il Tar annullando tutti, ma proprio tutti i decreti che fissano i tetti di spesa per gli anni, 2014, 2015 e 2016. E, verosimilmente, il prossimo 12 aprile Scura si vedrà annullato anche il decreto che stabilisce il tetto di spesa per il 2017. Questi errori commessi dal commissario, sanciti, lo ripetiamo, da sentenze del Tribunale amministrativo, determineranno solo tra anni il risarcimento dei danni ai privati, caricati di interessi e rivalutazioni, danni che pagheranno i calabresi, ovviamente, mentre Scura starà godendosi la pensione coi suoi amici”.

Francesco Bilotta (Associazione strutture ambulatoriali private accreditate Calabria)

Edoardo Macino (Associazione Nazionale Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private accreditate)

Venerdì 9 marzo scorso, abbiamo ricevuto una PEC contenente convocazione da parte della ASP di Cosenza a firmare i contratti per l’anno 2017 iin data di mercoledì 14 marzo 2018.

Sull’argomento sono intervenute, negli ultimi tempi, diverse sentenze/ordinanze del TAR Calabria, soprattutto inerenti la tardività del contratto e la presenza di clausole vessatorie nello schema contrattuale proposto, conforme a quanto previsto dal DCA 78/2015.

Le associazioni di categoria, tra l’altro, hanno presentato denunce alla Guardia di Finanza contro il Commissario Scura, autore delle clausole vessatorie, e contro quelle ASP che avessero dato corso ad una proposta illegale.

Gli erogatori di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza hanno stabilito a maggioranza di non procedere alla firma, in attesa della udienza di merito sul DCA 128/2017 (tetti di spesa 2017) che avverrà il 12 aprile p.v.

ASA Calabria è d’accordo a non firmare.

Il nostro ricorso è più che fondato, siamo abbastanza sicuri che il TAR riconoscerà l’illegittimità degli atti di Scura.

Ma al di là di questo, è il caso di evidenziare la procedura prevista dal DCA 78/2015 sulla sottoscrizione dei contratti.

Nel punto sotto riportato in originale è scritto che il DG dell’ASP provvede a convocare gli erogatori per la firma del contratto;

in caso di rifiuto a firmare, il DG provvede a formulare all’erogatore una diffida a sottoscrivere entro 15 giorni.

Solo dopo questo termine, in caso di persistente diniego della firma, viene avviata la procedura di sospensione dell’accreditamento all’erogatore.

Ciò significa, quindi, che non corriamo alcun rischio.

Il termine ulteriore ci avvicinerebbe alla data della decisione del TAR.

I DG delle ASP , d’altronde, condividono le nostre rimostranze ed è fondato aspettarsi anche da loro una procedura con tempi che consentano l’arrivo della decisione dei giudici amministrativi.

Riteniamo, quindi, di ignorare, per ora, la convocazione per domani da parte dell’ASP di Cosenza, senza tema di effetti negativi.

Cordiali saluti

Francesco Bilotta

 

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Ieri, 2 febbraio, il TAR Calabria ha annullato, in urgenza, il DCA 128/2017.

Ciò paralizza nuovamente i contratti 2017, fortemente penalizzanti per il nostro settore.

Soddisfatti per il risultato, è necessario ritrovare il dialogo per raggiungere al più presto una soluzione che ci faccia riprendere la normale attività.

Condividiamo le iniziative delle altre associazioni di categoria, ma riteniamo opportuno ripristinare la comunicazione con l'istituzione preposta al governo della sanità calabrese. 

Allo scopo abbiamo chiesto un incontro urgente al Commissario Scura, dal quale speriamo di avere sollecita risposta e disponibilità ad una soluzione condivisa.

Rendiconteremo ogni evento.

Ecco il testo della mail PEC inviata all'Ufficio Commissariale:

In riferimento alla sentenza del Tar Calabria di ieri, 2/2/2018, allegata alla presente, che sospende l’efficacia del DCA 128/2017, si chiede, con urgenza, incontro con il Commissario ad acta per il Piano di Rientro della Regione Calabria, ing. Massimo Scura.

La sospensiva paralizza definitivamente le attività di contrattualizzazione per l’anno 2017 tra ASP ed erogatori privati accreditati di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.

Ciò potrebbe comportare una paralisi delle attività in favore della popolazione calabrese, il che rende estremamente grave la situazione creatasi, suggerendo la necessità di trovare una soluzione condivisa che possa ripristinare il normale andamento delle attività assistenziali, nel rispetto delle esigenze della Regione Calabria, della programmazione sanitaria nazionale e regionale, della popolazione e dell’economia del settore degli specialisti ambulatoriali privati accreditati.

Cordiali saluti